
Un orizzonte temporale di investimento di lungo periodo non coincide con la somma di molteplici orizzonti di breve termine. Una semplice regola finanziaria evidenzia che la disponibilità a mantenere investite le risorse per periodi prolungati consente di incrementare significativamente il rendimento dell’investimento.
Il raggiungimento di numerosi obiettivi di vita richiede tempo, accumulazione e investimento sistematico della principale risorsa disponibile: il risparmio. Se un obiettivo richiede un orizzonte temporale più lungo, diventa possibile orientare gli investimenti verso rendimenti potenzialmente più elevati.
Il primo passo consiste nel definire con chiarezza gli orizzonti temporali necessari al raggiungimento dei propri obiettivi. Solo in questo modo il capitale potrà operare efficacemente nel tempo.
L’incapacità di definire il proprio orizzonte temporale porta spesso ad adottare strategie di investimento eccessivamente prudenti e di breve periodo, motivate dal timore dell’incertezza. Tale atteggiamento comporta la perdita di importanti opportunità di rendimento.
Nessun individuo possiede esclusivamente obiettivi di breve periodo. È pertanto necessario individuare e formalizzare gli obiettivi che richiedono accumulazione e investimento nel lungo termine: autosufficienza economica, integrazione del reddito pensionistico, patrimonio immobiliare, eredità, casa per i figli, istruzione e formazione.
La pianificazione finanziaria consente di individuare tali orizzonti temporali. Quanto più lungo è l’orizzonte di investimento, tanto maggiore potrà essere il rendimento potenziale del risparmio.
Occorre stabilire con serenità quale quota di risparmio mensile destinare agli obiettivi di lungo periodo e investire in modo coerente. Allo stesso tempo, è necessario individuare la quota di ricchezza indisponibile perché destinata a esigenze future e gestirla coerentemente.
Un esempio chiarisce il concetto: se una persona cinquantenne mantiene 500.000 euro su un conto corrente destinati a costituire un’eredità futura, emerge una evidente incoerenza tra obiettivo e strumento. Il conto corrente garantisce liquidità immediata ma offre rendimenti generalmente inferiori all’inflazione. Se l’orizzonte temporale è di circa trent’anni, diventano prioritari la protezione del valore reale, la difesa dall’erosione monetaria e la crescita del capitale.
È quindi necessario identificare gli orizzonti temporali prima di selezionare gli strumenti finanziari. Solo successivamente, eventualmente con il supporto di un consulente, sarà possibile individuare le soluzioni di investimento adeguate. Prima si definisce la destinazione, poi si sceglie il mezzo per raggiungerla.
Una volta individuata la quota destinata al lungo termine, è opportuno concentrarsi sulle risorse che devono essere disponibili nel breve periodo, ossia quelle necessarie nei successivi 12–24 mesi. Nella maggior parte dei casi si tratta di una quota limitata. La parte residua rappresenta il medio termine, che dovrebbe essere contenuta, poiché più complessa da gestire in termini di investimento.
Spesso si risponde “medio termine” alla domanda sull’orizzonte temporale di investimento: una risposta apparentemente rassicurante ma priva di significato operativo. Senza un obiettivo temporale preciso, l’attenzione si sposta prematuramente sugli strumenti finanziari, perdendo di vista la destinazione finale.
La pianificazione è indispensabile. Con il supporto di un consulente competente, diventa anche un processo semplice ed efficace.